A Massa Marittima i capolavori di Lorenzetti incontrano la Maestà

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Ambrogio Lorenzetti, Maestà, 1335-1336, oro, argento, lapislazzuli e tempera su tavole di legno di pioppo, Massa Marittima, Museo di Arte Sacra. Foto: © Marcello Formichi su concessione del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo Polo museale della Toscana. Foto archivio Pinacoteca Nazionale di Siena

Grosseto - Ambrogio Lorenzetti torna a Massa Marittima, la città che custodisce uno dei suoi più rappresentativi capolavori, con una mostra che, attraverso undici opere, rende omaggio ad uno dei più grandi pittori europei del XIV secolo.

Le sale del Complesso Museale di San Pietro all’Orto accoglieranno, infatti, dal 2 giugno al 16 settembre, il percorso Ambrogio Lorenzetti in Maremma. I capolavori dei territori di Grosseto e Siena, un omaggio al comune grossetano che vanta la celebre Maestà, opera dell’artista senese.
La mostra dedicata al pittore del superbo Buon Governo, maestro dalla creatività incontenibile, che ha allargato lo sguardo della pittura alla narrazione del paesaggio e della pittura d'ambiente, è l’ideale prosecuzione dell’importante appuntamento dedicato al maestro, conclusosi lo scorso 8 aprile al complesso museale di Santa Maria della Scala di Siena.

Dal capolavoro realizzato intorno al 1335 per l’altare della chiesa di San Pietro all’Orto di Massa - all’interno del quale un delicato scambio di sguardi enfatizza il rapporto di tenera umanità che lega la Madonna al Bambino - si dipana l’intero percorso che vuole offrire una visione di insieme delle varie stagioni attraversate dal pittore nel corso della propria carriera, anche al fine di contestualizzare meglio la stessa Maestà.
In questo autentico concentrato di colta sapienza iconografia celata dietro le tre Virtù teologali accovacciate sui gradini e che conducono al trono della Madonna, Fides, Spes e Caritas compongono una piramide nella quale la Fede costruisce le fondamenta dell'edificio ecclesiale, la Speranza eleva la Chiesa al cielo, mentre la Carità offre concretezza all'atto della Chiesa e, attraverso l'amore per Dio Padre, dona amore anche al prossimo.

Dalla Maestà l’itinerario prosegue attraverso i lavori realizzati tra il 1320 e il 1325, dalla figura del Re Salomone - frammento che faceva in origine parte di una delle cornici di raccordo tra le scene che Ambrogio, con il fratello Pietro, aveva eseguito per la Sala Capitolare del convento senese di San Francesco - fino al Polittico di San Pietro in Castelvecchio del 1340 e al Polittico della Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Paolo realizzato intorno al 1340 per la pieve di Roccalbegna. Quest’ultima opera, in particolare, illustra quale fosse il linguaggio pittorico di Ambrogio all’indomani degli affreschi per la Sala della Pace a Siena, in una fase in cui iniziano già a profilarsi, in particolare nei volti di San Pietro e San Paolo, quegli aspri toni espressivi che avrebbero costituito una cifra stilistica degli ultimi anni della carriera lorenzettiana.

Dopo aver ammirato la Croce dipinta della Pieve di Montenero d’Orcia, la vetrata con impresso il San Michele Arcangelo vittorioso sul demonio, i Quattro Santi del Museo dell’Opera della Metropolitana di Siena, e ancora l’Allegoria della Redenzione della Pinacoteca di Siena, il visitatore è invitato a proseguire il proprio percorso in altri due importanti luoghi della città dove Lorenzetti lavorò. La Chiesa di San Pietro all’Orto, oggi Museo degli Organi Meccanici Antichi, e la Cattedrale di San Cerbone, dove sono presenti affreschi recentemente attribuiti al grande artista senese, costituiscono infatti le tappe conclusive dell’omaggio al maestro, promosso dai comuni di Massa Marittima e di Siena, dal Complesso Museale Santa Maria della Scala, dall'Università di Siena, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio con il Patrocinio di Musei di Maremma e Parco Nazionale Colline Metallifere grossetane.

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