Giorgio Vasari e gli artisti emiliani e romagnoli. Un rapporto controverso

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Giorgio Vasari, Matrimonio mistico di Santa Caterina. Penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito. Firenze, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi

Comunicato Stampa:
La mostra apre a 450 anni dalla pubblicazione delle Vite di Giorgio Vasari edite da Giunti appunto nel 1568.
Muovendo dalla lettura del testo vasariano, sarà affrontato il rapporto complesso e controverso che l’aretino intrecciò con i linguaggi artistici dei maestri emiliani e romagnoli.
Accanto a un’ampia selezione di opere grafiche del Vasari stesso, verranno esposti alcuni preziosi disegni del Parmigianino, artista che lo suggestionò profondamente soprattutto durante il suo soggiorno bolognese del 1539, e che fu protagonista di una delle sue Vite più significative.
Le relazioni di Vasari con gli artisti emiliani e romagnoli, soprattutto quelli incontrati a Bologna, furono tuttavia piuttosto tese.
Li dividevano profonde divergenze negli ideali e nelle pratiche artistiche.
Tra gli autori rappresentati in mostra, Prospero Fontana, è l’artista simbolo di un rinnovato rapporto: amico ed estimatore dell’aretino, ne divenne anche un collaboratore e non esitò a tradurne in pittura alcune invenzioni grafiche in luoghi politicamente e culturalmente strategici della città felsinea.

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