Picasso e il mito dell'antico. In autunno una grande mostra a Palazzo Reale

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Milano - “Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro” scriveva Pablo Picasso nel 1935. Ottant’anni dopo, il tema della mitologia approda a Palazzo Reale come fil rouge di una mostra che penetra nel laboratorio intimo dell’artista per svelare i meccanismi della singolare alchimia tra l’antico e l’arte del XX secolo.

Dai rimandi all’arte greca cicladica - che pervade il dipinto Nudo seduto su fondo verde (1946) o ancora la serie in bronzo I Bagnanti (1956) nella sezione intitolata Le “Demoiselles” del Dyplon: tra greci, etruschi e iberici - alla ceramica - protagonista della sesta e ultima sezione dedicata all’Antropologia dell’antico, dove la ceramista Suzanne Ramier e il pittore Picasso sperimentano insieme il potenziale artistico della terracotta dipinta, facendo evolvere l’oggetto dalla sua funzione d’uso allo status di opera d’arte - c’è davvero tutto in questo atteso percorso, dal titolo Picasso Metamorfosi,che segna la stagione autunnale milanese.

Perché tra il maestro di Malaga e la città la sintonia è stata intensa, a partire dal 1953, anno in cui l’artista scelse proprio la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale per esporre Guernica. Un rapporto speciale che ha condotto gli eredi dell’artista nuovamente in città per una grande antologica nel 2001 e ancora nel 2012.

In quest’ultimo appuntamento in programma a Palazzo Reale dal 18 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019 sarà l’antichità nelle sue diverse forme a declinarsi nelle mitologie reinventate da Picasso e presentate nelle sei sezioni della mostra con le opere del maestro accostate a ceramiche, vasi, statue, placche votive, rilievi, idoli, stele, preziosi manufatti di arte antica che lo hanno colpito e profondamente influenzato.

Protagonista indiscussa del percorso espositivo che accoglierà i visitatori con circa 200 opere tra lavori del maestro e opere d’arte antica cui il grande artista si è ispirato - provenienti dal Musée National Picasso di Parigi, ma anche dal Louvre, dai Musei Vaticani, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal Museu Picasso di Barcellona - sarà la straordinaria creatività del fondatore del cubismo e il rapporto multiforme e fecondo che il genio spagnolo ha sviluppato, per tutta la sua straordinaria carriera, con il mito e l’antichità.

Promossa e prodotta da Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e MondoMostreSkira, a cura di Pascale Picard, direttrice dei Musei civici di Avignone, la tappa milanese è parte della grande rassegna europea triennale Picasso-Méditerranée, promossa dal Musée Picasso di Parigi con altre istituzioni.

E se l’introduzione alla mostra vede incontrarsi Ingres, Picasso e Rodin attorno al tema del bacio, con alcuni dipinti dell’artista de Les demoiselles d'Avignon cui fanno da contrappunto due opere emblematiche quali Il bacio di Rodin e Paolo e Francesca di Ingres, il cuore del percorso espositivo è permeato da quella ricerca estetica che affonda le sue radici nelle tante raffigurazioni di esseri fantastici presenti nel repertorio mitologico, dalle figure ibride lacerate tra umano e animale agli uccelli, centauri, minotauri.

E così l'arena, la guerra, la passione amorosa e la perpetua ebbrezza della vita incarnata dal corteo bacchico si fondono con l’affascinante bellezza di Arianna, presente in una serie di raffigurazioni con tutte le espressioni dell’emozione amorosa, come emerge dall’acquaforte Ragazzo pensieroso che veglia su una donna dormiente al lume di candela (1934) o da Nudo che si pettina (1954), fino a Baccanale (1955).

Da oggi, mercoledì 30 maggio, sono aperte le prenotazioni e le prevendite. Per la mostra bisognerà invece attendere ancora qualche mese.

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